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Quelli che Dio ha uniti, il Coronavirus non separi

#ZibaldoneDiMimmo

Quelli che Dio ha uniti, il Coronavirus non separi


E siamo al 30 aprile, sessantanovesimo giorno d.C. (dopo Coronavirus), quattro giorni al rompete le righe, rompete gli indugi e i pertugi, rompete tutto, aprite le porte alla Fase Due, libertè, fratenitè, egalitè, facitece ‘o piace’. Ci siamo, chi siamo, che famo, dove andiamo?

Si può andare a trovare i congiunti, fra le nuove concessioni. Congiunti, e chi sono i congiunti? Quod ergo Deus conjunxit, Coronavirus non separet. Il marito e la moglie e stop? Conte dice e non dice. Confonde. Precisa. Non solo marito e moglie. Anche i fratelli-coltelli e i parenti-serpenti. E i fidanzati. Insomma, gli affetti stabili (e gli affitti stabili no?).

Chi stabilisce la stabilità? Il MES, meccanismo europeo di stabilità? Confusione, rimescolamento. Si possono incontrare i divorziati, stabilmente divorziati? E i traditi? E i fedifraghi? E i travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto? E i piccoli grandi amori? E gli amanti?

Fase Due, ma non è chiaro. Vittorio Colao, che vede e provvede, a capo della Task Force, apre, chiude, socchiude, dischiude. Chi fa cosa, chi resta a casa, chi esce e chi trase (‘o sole p’’e case). Vengo anch’io? No, tu no. E tu, sì. E tu, no. E tu, forse. Fase due, farsa tre.

È la settimana santa del Coronavirus. Decide, concede e procede Vittorio Colao, compìto e compiuto, il Mister Bean della Task-Force. C’è lui al semaforo verde. Sarà così e cosà. Vedrai, vedrai che tutto cambierà (Luigi Tenco). Che confusione, sarà perché si esce, è un’emozione che cresce e cresce piano piano (Cugini di Campagna).

Il 4 maggio, a Napoli è lo sfratto, il trasloco, l’ammuina, fissati dal viceré Pedro Fernandez de Castro alle ore 18 del 4 maggio 1611. Quattro secoli dopo, il viceré Colao propone, dispone, istruisce e impartisce la fine della quarantena e sfratta gli italiani a parametri, parallelepipedi, scaglioni, eccezioni. È la Fase Due, la Confusione Due.

Siamo stanchi di Borrelli e Locatelli, Gallera e Fontana, Zaia e il can per l’aia, De Luca, Zingaretti, Speranza e il governo in paranza, Ricolfi e Richeldi, Rezza e il comitato di bellezza, Burioni e Crisanti, Arcuri e tamburi, tutto il circo mediatico del Coronavirus, i sapienti, i virologi e i sierologi, gli statistici, i professori, gli infettivologi, gli epidemiologi, i dimmi la tua che ho detto la mia, i grandi prosatori del Coronavirus, il tormentone televisivo di tre mesi tre.

Ci sono notizie liete, nonostante il Coronavirus. Da Sorrento a Nisida, il mare è pulito, il fiume Sarno è trasparente, l’aria è meno inquinata. Compaiono fenicotteri rosa al Lago Patria e meduse nei canali di Venezia.

Bill Gates compra per 43 milioni di dollari una casa californiana sul Pacifico, vicino San Diego, 538 metri quadrati, sei camere da letto, una vasca-idromassaggio per dieci persone, pavimenti in pietra calcarea, e sua moglie Melinda sorride.

Zlatan Ibrahimovic s’è comprata un’isola al centro di un lago nel sud della Svezia, l’isola si chiama Davenso, 500 ettari, il lago si chiama Malaren, in prossimità del Mar Baltico, cervi e cinghiali, pesci-persico e lucci per Zlatan cacciatore e pescatore: 2,5 milioni di euro il prezzo d’affezione, meno di quanto il polipo svedese ha incassato dal Milan in questa stagione (3,5 milioni), una bazzecola svedese per i 150 milioni che Ibra ha intascato in vent’anni di calcio, gol e acrobazie da scorpione.

Seguono notizie anche buffe. Ma che cosa gli dice la testa a Donald Trump sotto il pianoro biondo-cangiante che gli adorna la testa? In America il Coronavirus ha già fatto più di 50mila morti. Come si batte? Come si combatte? Il presidente ordina: “Iniettate il disinfettante ai contagiati, il disinfettante uccide il virus in cinque minuti, e fate bere candeggina ai contagiati”. E aggiunge: “Prendete il sole perché il caldo uccide il virus”. Peccato che non abbia aggiunto bevete birra e camperete cent’anni. Al minuscolo e severo Anthony Fauci, 80 anni, di Brooklyn, direttore del National Institute of Allergy and Infections Diseases, cadono le braccia e gli occhiali. A Deborah Birx, 64 anni, della Pennsylvania, coordinatrice della task-force americana contro il Coronavirus, cade il trucco. Donald Trump ci ripensa e la butta su Scherzi a parte: “Ma no. Era solo una battuta. È stata una battuta sarcastica”. Il presidente più potente e sarcastico della terra. Go home, mal’omm!

Attenti agli occhi. Uocchie c’arraggiunate e il Coronavirus trasmettete. Gli occhi, che erano le finestre dell’anima, sono ora la porta di ingresso e di uscita del Covid-19, isolato nelle lacrime. Se ne scopre una ogni giorno. Tu ca si chiagne, chiagnere me fai. Chiagne e fotte. Lo sapevamo già.

di Mimmo Carratelli / 30 aprile 2020