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ISA DANIELI una vita sul palcoscenico

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ISA DANIELI una vita sul palcoscenico


É la più grande di tutte, ma si meraviglia ancora delle tante cose che ha fatto in carriera: più di sessant’anni vissuti intensamente dentro e fuori dal palcoscenico

Isa Danieli ha recitato con i più grandi, è un punto di riferimento dell’arte italiana e quando parla del suo lavoro le brillano gli occhi, lo sguardo si illumina e inevitabilmente resti abbracciato ai suoi racconti.

Isa Danieli vive a Napoli, nei Quartieri Spagnoli, nello stesso antico palazzo in cui abitava da piccola. La casa è calda e accogliente e tutto parla della sua vita meravigliosa, tra locandine, ritratti, premi e fotografie.

E ancora più strabiliante è il racconto per immagini, dipinti e libri illustrati che ne fa il medico Francesco Scotto, autore ed esperto di teatro, nonché fan numero uno di Isa, che la segue ovunque e che al termine di ogni esibizione le regala un disegno che la ritrae in un momento particolare.

Una donna che anche nella vita è sempre stata un passo avanti. Il suo grande amore è il direttore di scena Gigi Esposito, più giovane di lei di ventidue anni, stanno insieme da trentacinque.

Il suo amore com’è?

Il mio è sicuramente un amore da guinness dei primati, senza il quale non avrei vissuto tante vittorie.

La sua più grande passione?

Ho fatto cinema, televisione, ma il teatro è la mia più grande passione e devo confessare che sono stata un’attrice molto fortunata, perchè sul mio cammino ho incontrato due mostri sacri: Eduardo De Filippo e Roberto De Simone, due geni eterni che mi hanno portato a fare cose straordinarie.
Perché prima di tutto viene il teatro?
Per questo tipo di emozione: per fare teatro ci vuole poco, basta una botte e ci sali sopra, con un salto se si è giovani, con una scaletta se si è vecchi. Semplice no? E tutto ti travolge, ma se è fatto con cura”.

Perdiamoci tra Eduardo e De Simone

Due Maestri con la “m” maiuscola. Con Eduardo si studiava, anche la virgola, il punto. Il copione era la Bibbia e tutto doveva essere perfetto dal più piccolo particolare. Con De Simone era tutto una sorpresa. Recitavo mentre ancora scriveva La Gatta Cenerentola e così il personaggio si sviluppa mano a mano: un’avventura meravigliosa. Pensa, in un anno, 365 repliche.

E la nuova drammaturgia? Lei ha recitato con la triade: Santanelli, Moscato, Ruccello

Mi hanno sempre affascinato le cose nuove. Ancora adesso voglio fare quello che non è stato ancora fatto e trovo che non ci sia cosa più bella del dialogare con un autore ancora vivente. Manlio Santanelli, un genio della parola e dell’ironia, l’ho conosciuto tanti anni fa in Rai durante una trasmissione dedicata a Di Giacomo. In realtà quando ho recitato per la prima volta una sua commedia, Regina Madre, è successo perché la protagonista Regina Bianchi non stava bene e l’ho sostituita. Solo che il personaggio aveva vent’anni più di me. E il resto è storia. Annibale Ruccello è stato come un fratello e lo sarà per sempre. Ho in casa le sue foto, i ricordi. Era parte della mia famiglia. Ferdinando è una commedia che è diventata un classico e che sarà sempre riproposta nel tempo. Soprattutto per la lingua di cui purtroppo si sta perdendo l’uso o almeno quello corretto: un importante documento del napoletano arcaico, dolce e musicale. Enzo Moscato, grandissimo e generoso autore, i suoi spettacoli sono percorsi fantastici legati alla storia della città, come il drammatico affresco di Luparella che mi ha affidato negli anni ’80 e che ancora porto in scena.

Va a cinema e a teatro come spettatrice?

Altroché, mi piace tantissimo. Il cinema lo adoro, più vederlo che farlo. Ho fatto cose meravigliose come Nuovo Cinema Paradiso e Maccheroni e film amati da tutti come Così parlò Bellavista e Io speriamo che me la cavo. Confesso che quando guardo i miei film mi appassiono più alle vicende che alla mia recitazione. E quando invece vado a teatro, non partecipo quasi mai alle prime, perché so cosa si prova. Vorresti non ci fosse nessuno e credo che tutti dovrebbero fare così, trovo che sia un’importante forma di rispetto per tutti gli attori e le persone coinvolte in uno spettacolo teatrale.

E la televisione?

Mi sono divertita tantissimo nella fiction Capri e lo rivedo sempre con piacere, attori eccezionali, dialoghi brillanti e devo dire che non ero per niente male (una risata argentina accompagna la battuta, ndr). E poi sono stata invitata a recitare come special guest star nella puntata n° 5mila di Un posto al sole.

In Un posto al sole ci sono anche i suoi nipoti

Sì e sono davvero orgogliosa di loro. C’è Luisa Amatucci, che mi si chiama proprio come me, lo sapete sono un’Amatucci. Bravissima attrice, storica protagonista della soap. E poi c’è Stefano, già regista televisivo di Un Posto al sole e de La squadra, che ha diretto il suo primo lungometraggio Caina, da poco uscito nelle sale e che aveva già riscosso all’estero il plauso della critica. E nei panni della protagonista c’è proprio Luisa.

Lei segue anche le serie tv americane

Seguo? Esco letteralmente pazza. Se comincio non mi fermo più. Sono super tecnologica e non mi stacco dal mio IPad. Netflix, Sky, Tim Vision. Trovo che le serie tv realizzate nei paesi anglosassoni in particolare, siano davvero eccezionali. Sono avvincenti, veloci, diventano una droga, cominci con una puntata e vuoi arrivare assolutamente alla fine della stagione, per poi vedere le successive.

La sua classifica delle serie tv?
House of Cards
Homeland
The Blacklist
The Handmaid’s Tale
La mafia uccide solo d’estate, ne metto anche una italiana.

Prima di salutare Isa e anche Gigi, che ci ha accompagnato e aiutato con i suoi ricordi durante l’intervista, una di quelle che davvero vorresti non finisse mai, noto tra i mille premi e riconoscimenti un bel David di Donatello, che incredibile, ma vero, Isa non si è mai aggiudicata. Il David è di Gigi, gliel’ha regalato un immenso Gianmaria Volonté.

articolo di Federica Riccio / Foto di Carmine Luino / giugno 2018