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ANASTASIO

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ANASTASIO


Marco Anastasio, il rapper di Meta di Sorrento, vincitore dell’ultima edizione di x factor, ha appena concluso “La Fine del Mondo Tour”, 20 tappe in giro per l’italia.

Anastasio, aspetta, siamo pronti per saperne di più.
Giocando con il suo testo più famoso scopriamo la carica di un ragazzo ventunenne (anzi ventiduenne, tempi tecnici di realizzazione dell’intervista), la maturità di un giovane uomo che ha tanto da trasmettere con i suoi testi e l’energia che mette in ogni singola interpretazione, così Anastasio ci ha regalato un po’ del suo tempo, tra la registrazione del nuovo album e i concerti che si stanno svolgendo in tutta Italia, permettendoci di sapere qualcosa in più del cantautore campano. Piace sottolineare, come ha definito alcune esperienze: “galvanizzanti”, “bestiali”. Ascoltando le risposte di Marco si comprende che il giovane cantante di sale in zucca ne ha, e quel che ritroviamo nei testi delle sue canzoni certamente non è pura retorica votata al facile consenso da parte di una generazione di arrabbiati. Sin dal mese di settembre 2018, quando abbiamo avuto la possibilità di ascoltare il suo inedito, La fine del mondo, ci è parso chiaro che l’esperienza sul palco di X Factor la avrebbe vissuta da protagonista. Così è stato evidentemente ed è così che quella avventura sta avendo un prosieguo coinvolgente e suggestivo. Il successo dell’album, i concerti gremiti di giovani appassionati di musica, della sua musica, e tante idee ancora da sfornare. Perché è vero, chi ben comincia è a metà dell’opera, ma qui si nutrono grandi speranze per i prossimi lavori, le aspettative sono notevoli e allora l’opera dovrà essere tale, con la “O” maiuscola. Ma Anastasio ha i mezzi, gli strumenti e un grande talento, lui lo sa bene, le sue risposte sono state precise e sicure, come le sue canzoni. Marco ha carattere e non lo nasconde, neanche a Mister Sarri a seguito di recenti scelte professionali non condivise.

Tutte esaurite le date dei concerti, una bella soddisfazione e immagino anche tanta stanchezza. Questo 2019 proseguirà così?
Spero davvero che il 2019 continui con lo stesso ritmo naturalmente. Sono arrivato stanco alla fine del tour, però non è distruttivo come si crede, per me è molto bello e galvanizzante salire su un palco e incontrare tanta gente. Se proprio lo vuoi sapere, mi scoccio di più a fare le interviste.

Al concerto di Napoli hai percepito qualcosa di diverso? A Napoli ho sentito qualcosa di completamente unico, perché Napoli è una piazza particolare, è una piazza a sé. L’accoglienza è stata semplicemente bestiale. C’era un pubblico così scalmanato, che mi ha fatto sentire il calore sin da subito; è stata sicuramente la data più bella di tutte, mi sono caricato tantissimo, anche perché quando il pubblico è super entusiasta, si scalda immediatamente anche l’artista.

Continui ad abitare a Sorrento. Come sarebbe oggi suonare a casa?
Non l’ho ancora fatto a dire il vero, ma ho in programma di fare un concerto proprio in penisola sorrentina e sono sicuro che sarà semplicemente fantastico, perché credo che troverò lo stesso calore di Napoli, se non addirittura più forte.

X Factor è stata un’avventura importantissima. Cosa ti è rimasto di questa esperienza?
Innanzitutto mi è rimasto un certo rigore. Lo stesso rigore che mi sono imposto in questo programma. Poi mi è rimasta la tecnica acquisita e soprattutto tanti amici, perché dietro X Factor c’è tanta gente bella e in gamba che lavora. Senza poi escludere i concorrenti con i quali ho stretto un rapporto d’amicizia che dura ancora oggi.

Sul palco, durante lo show, si sono alternati cantanti con un’importante carriera alle spalle. Chi ti ha colpito di più?
Delle esibizioni che ci sono state a X Factor, confesso, non ne ho viste la maggior parte, perché noi concorrenti subito dopo la performance, difficilmente assistiamo a ciò che succede dopo. Però ho visto Salmo, che chiaramente mi ha colpito, perché dal vivo lui è sempre un mostro di bravura, lo sanno tutti. In finale ho applaudito anche Ghali.

Con quale artista internazionale ti piacerebbe collaborare, anche solo per condividere la scrittura di una canzone?
Non saprei rispondere adesso, perché scrivo solo in italiano. Magari più in là approccerò anche i testi stranieri e chissà che non nasca una collaborazione con artisti internazionali.

Il primo concerto a cui sei stato?
Il primo concerto a cui ho assistito, ed è stato davvero tardi, è stato quello dei 99 Posse.

Il concerto che più ti ha emozionato?
Mi è piaciuto moltissimo James Holden al Santeria, perchè mi ha trasmesso un’emozione nuova per un genere musicale che non avevo ancora esplorato, quello dell’elettronica.

Hai idee e una maturità che non necessariamente appartengono a un ragazzo di 21 anni. Ti senti nella tua età? Non so come ci si sente nella mia età, io mi sento ventunenne, ventiduenne in realtà in questo momento. Molti mi dicono che sembro più vecchio, ma boh, chossà, sarà che sono pesante.

Frequenti amici della tua età o preferisci altre generazioni?
Abbraccio qualsiasi generazione senza pensarci in realtà. I miei amici sono tutti miei coetanei, fatta eccezione per chi è più grande di tre o quattro anni, però sono mio agio sia con persone più grandi che gente più piccola. Voglio dire, mi piace anche stare con i bambini e giocare a pallone.

I ragazzi sono padroni e vittime dei social?
Non esistono secondo me padroni dei social, sono tutti vittime. Non penso che ci sia qualcuno a cui i social facciano bene, a meno che non li si usi sporadicamente per informarsi. Credo che oggi servano a tappare un vuoto e a dare quello stimolo continuo senza prendere fiato. È qualcosa di molto malato e frenetico non riuscire a stare per neanche cinque minuti in silenzio, senza far nulla, ma dover per forza scorrere una bacheca. Personalmente mi colloco vittima dei social.

A sei mesi dall’inizio di una carriera contraddistinta dalla fama nazionale, sei soddisfatto dei tuoi primi passi?

Sono felice e soddisfatto, ma allo stesso tempo so che è appena uscita fuori la punta dell’iceberg, sono sicuro che sarò ancora più soddisfatto dei secondi passi.

Sei a lavoro sul nuovo album. Cosa possiamo aspettarci in termini stilistici? Una evoluzione o cambiamenti profondi?

Il nuovo disco sarà ricercato musicalmente, la scrittura sarà chiaramente al centro. C’è stata una evoluzione dei testi e anche delle tematiche, ho messo diversi storytelling e anche un paio di brani autobiografici. Cambiamenti profondi forse è un po’ esagerato, ma sicuramente continuo ad evolvermi, man mano che vado avanti sento che il mio stile di scrittura cresce.

A 21 anni i cambiamenti che stai vivendo avranno riflessi sui testi delle nuove canzoni?

La vita che sto facendo adesso mi ha influenzato. L’esperienza di vita cambia lo stile di un artista secondo me, figuriamoci una così.

Quando sei in vacanza riesci a “staccare” o la mente continua a lavorare?

Dipende, quando lavoro, scrivo. E puoi capitare anche in vacanza, ma è comunque un piacere. Di certo sto più tranquillo.

Magari restare a Sorrento per te sarebbe già una vacanza?

Per me andare a Sorrento è sempre una vacanza, soprattutto adesso che ci sto meno.

articolo di Valerio Ciaccia / giugno 2019