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Usato sicuro. Come evitare di AAA.BBOCCARE

#peaceandlaw

Usato sicuro. Come evitare di AAA.BBOCCARE


Nei mercatini dell’usato possiamo trovare qualsiasi cosa, a volte anche oggetti rari e preziosi magari venduti a prezzi stracciati. Grazie a Internet, qualche sito specializzato e alcuni Social, la possibilità di vendere o acquistare un bene di seconda mano si è decuplicata. Ma attenzione, perché le insidie che si nascondono dietro al mercato virtuale dell’usato sono tantissime. Dall’abbigliamento agli elettrodomestici, dall’arredamento alle automobili e così via, nei siti di vendita online è possibile ormai comprare di tutto. È proprio la sovrabbondante accessibilità che spesso ci impedisce di riflettere sulle conseguenze anche penali di un click affrettato. Finanche il banale acquisto di un televisore usato, senza le opportune garanzie di provenienza lecita del bene, potrebbe costituire motivo d’iscrizione del nostro nome nel registro degli indagati. Potrebbe accadere, infatti, che il bene oggetto di desiderio sia il frutto di un reato realizzato precedentemente. Classico esempio l’acquisto online di un orologio oggetto di furto o rapina, poi rivenduto. Le violazioni di cui si potrebbe rispondere sono quelle previste dall’art. 712 del codice penale (“acquisto di cose di sospetta provenienza”) o, nel peggiore dei casi, dall’art. 648 del codice penale, disciplinante il più grave delitto di ricettazione. Si tratta di due ipotesi criminose la cui linea di confine è determinata dal diverso atteggiamento psicologico dell’acquirente. Per chiarirci, se si compera la merce ignorandone colposamente la provenienza illecita, s’incorrerà nella sanzione prevista dal reato del cd. “incauto acquisto” (art. 712 c.p. appunto), se invece il bene è stato acquistato nella piena consapevolezza della sua illecita provenienza, ad esempio perché si è venuto a sapere che trattasi di provento di furto o rapina, allora si risponderà del reato di ricettazione. In questo secondo caso, si badi, non è richiesto che l’acquirente conosca nel dettaglio gli autori e le modalità del reato presupposto. È sufficiente la sola consapevolezza della provenienza delittuosa del bene. Naturalmente le conseguenze penali della condotta mutano a seconda che sia violata l’una o l’altra norma. Il reato contravvenzionale dell’incauto acquisto è punito con una pena blanda (l’arresto fino a 6 mesi o l’ammenda non inferiore a 10 euro). Il reato di ricettazione, invece, è sanzionato con una pena ben più grave, ovvero quella della reclusione da 2 a 8 anni e la multa da 516 a 10.329 euro. Tuttavia, qualora il fatto risulti di particolare tenuità, il capoverso dell’art. 648 prevede la pena della reclusione fino a 6 anni e la multa fino a 516 euro. Al contrario, le pene sono aumentate se i beni provengono dai reati di rapina aggravata, estorsione aggravata o furto aggravato. Come evitare tutto questo? Basta solo prestare particolare attenzione al momento dell’acquisto, chiedendo ove possibile il titolo di provenienza (ad esempio una fattura o uno scontrino), ovvero rivolgendo molte domande al venditore per ottenere quante più informazioni possibili, desistendo in caso di un minimo dubbio: meglio un acquisto mancato che un processo sicuro!

Avvocato Luigi Di Gennaro / ottobre 2018