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La Task Force di Giuseppì

#ZibaldoneDiMimmo

La Task Force di Giuseppì


Diciassette esperti per organizzare il futuro, capitanati da Colao Meravigliao. Il pappagallo di Angri e la parlamentare che va al mare di Ostia per motivi di lavoro.

Scocca la data del 21 aprile, natale di Roma libera e gioconda, nessuna al mondo maggior di Roma, sessantesimo giorno d.C. (dopo Coronavirus). Viviamo in un mondo enigmistico, enigmatico, misterioso, sibillino, ermetico. Il mondo del Coronavirus. Le parole degli esperti sono sciarade, parole incrociate, anagrammi, indovinelli. Spopola il sudoku del virus. Le scelte: questa vince, questa perde.

Il medico e divulgatore scientifico pesarese Roberto Burioni, 58 anni, scrive molti libri e molti tweet, appare in televisione, piace e si compiace, possiede il Verbo del Coronavirus e guai a chi si intromette. Ed ecco che si intromette Giulio Tarro, 82 anni, messinese, primario di virologia dell’ospedale Cotugno e virologo di fama mondiale, due volte candidato al Nobel, osando affermare: “Il Coronavirus ci abbandonerà tra un mese, come tutti i Corona influenzali”.

Apriti cielo! Burioni aveva appena detto: “Il Covid-19 è eterno, non ci abbandonerà mai”. Da qui all’eternità ci corre, avverte Tarro. A Burioni salta il pipistrello al naso (il pipistrello è il distributore riconosciuto del Coronavirus) e si scatena: “Tarro è un virologo candidato al Nobel quanto io sono candidato a Miss Italia”. Tarro replica: “Su una cosa Burioni ha ragione, lui può fare solo le passerelle di Miss Italia, ma senza aprire bocca”. Ma perché Burioni, che partecipa alle messe cantate da Fabio Fazio con quell’aria piaciona che apparteneva all’imprenditore romano e giocatore di polo Alfio Marchini, perché Burioni, che un po’ somiglia a Marchini, perché se l’è presa tanto con un attacco così personale al virologo che nel 1973 isolò il vibrione del colera?

Passiamo alla fase due. Il premier Giuseppe Conte mette in piedi la Task Force della resurrezione con a capo Vittorio Colao, 59 anni, bresciano, ex numero uno di Vodafone (il telefono, la sua voce), ben pettinato, bene informato, subito degradato a Colao Meravigliao, che si avvale di 17 esperti tra i quali Elisabetta Camussi, milanese, 52 anni, psicologa al riparo di una foresta di capelli; lo statistico Enrico Giovannini dell’Università di Tor Vergata, profilo d’aquila; il tecnologo Roberto Cingolani, 59 anni, milanese, che un po’ somiglia a Massimo Gramellini e un po’ ad Aldo Cazzullo, giornalisti emeriti; l’economista Mariana Mazzucato, 52 anni, romana, che quando stira i capelli ne butta un gran risvolto, pieno e compatto, a destra ed è Wonder Woman; lo psichiatra Fabrizio Starace, 62, anni, modenese, che preso in controluce e di tre-quarti potrebbe anche ricordare il cranio presidenziale di Giorgio Napolitano. Sono i crociati, 17 crociati, che partono alla riconquista della normalità, del futuro sostenibile, del doman v’è almeno una certezza, del chi vivrà vedrà e vulesse ‘o cielo.

Per il presente è consentito portare a spasso il pappagallo come s’è visto in Piazza Annunziata ad Angri, un superbo esemplare giallo e blu, 90 centimetri di stazza, un chilo di peso, apertura alare di un metro, nome di battesimo Dorian, appartenente alla stirpe centro-americana degli Ara Ararauna, trattenuto da un lungo guinzaglio dal cittadino Luigi Grimaldi che, di fronte alla multa da 400 euro, ha rivendicato il benessere psicologico e fisico di Dorian di una gita salutare a duecento metri da casa come previsto per i cani, multa cancellata.

Ma non è consentito, come si apprende dal quartiere romano di Centocelle, portare a spasso una tartaruga che ci mette una vita a fare pochi metri e, comunque, non è paragonabile ai più svelti animali domestici. In ogni caso, nonostante il paradosso di Zenone, la tartaruga non è più veloce di Achille e il suo padrone viene multato.

Senza pappagallo e senza tartaruga, ma regolarmente multata la parlamentare espulsa dai 5stelle Sara Cunial, 41 anni, origini venete con caschetto biondo-biondo alla Caterina Caselli, sorpresa mentre, nel giorno di Pasquetta, puntava in auto la marina di Ostia “per motivi di lavoro”.

di Mimmo Carratelli / 21 aprile 2020