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La rumba dei cartelli

#ZibaldoneDiMimmo

La rumba dei cartelli


Appaiono in tv, dati e contro-dati, vengono proposti, spiegati, chiamati, sostituiti. Segnano curve, picchi e paparacchiò. Una tv contagiosa e contagiata.

Metà aprile, cinquantaquattresimo giorno d.C. (dopo Coronavirus). La televisione martella. I contagiati, i tamponi, i morti, i guariti. Gli ospedali e le ambulanze. I medici in prima linea. L’esercito degli infermieri. Sono i santi del nostro tempo, ha detto il Papa.

Un notiziario inesorabile fra il pessimismo della ragione e l’ottimismo del cuore. Un appuntamento quotidiano che accresce l’ansia e sfiora la speranza. Il bollettino serale di Angelo Borrelli. I chiarimenti degli esperti. Il governo in difficoltà. Si apre, si chiude.

Il virus resiste. Non arretra. Solo il vaccino lo ucciderà. Ma ci vuole tempo. Ricerche di laboratorio. Segnali di incoraggiamento. Si calcola che un vaccino usufruibile sarà a disposizione minimo fra un anno. La “guerra” continuerà. Convivere ancora col coronavirus. Ecco la spietata realtà.

Avremo ancora un lungo tempo di ansia e allarme, di precauzione, di stare all’erta, di assembramenti pericolosi. E, allora, che vita sociale sarà? Ancora condizionata, limitata, sotto scacco. Fino al vaccino.

Di volta in volta il prolungamento dei divieti. Nuova data: il 3 maggio. Ma si andrà oltre. Il coronavirus è fra noi. Non ci molla. Può sparire e tornare, messaggero malefico di un pipistrello.

Implacabile prosegue in tv il dispiegamento di cartelli, grafici, andamenti, proiezioni. La curva e il picco. Il modello matematico. La task force della ricostruzione. Dammi il cartello 34. Ecco il cartello 22. Torniamo al cartello 51. Ballano numeri, linee curve, diagrammi. Un asso dei cartelli è Alessandro Marenzi su Sky Tg24. Li chiama, li propone, li spiega col suo viso da ragazzo e gli occhialoni da grande. E Olivia Tassaro, così austera, così bionda, ammicca e rilancia, chiede, dà e toglie la linea, scusa Alessandro, dimmi Alessandro. E Mariangela Pira si collega da casa e sono momenti di tensione, mentre parla cerca gli occhiali, li cerca, non li trova, fin quando Olivia non le fa notare che li ha sulla testa.

E la tv va, contagiosa e contagiata. E la Rai divaga. Amadeus non è più il solito ignoto e Fabio Fazio assume un atteggiamento grave in “Che tempo che fa”, adeguato ai tempi. Flavio Insinna è alle prese con L’eredità. Nel Paradiso delle signore, Vanessa Gravina ha gli occhi di gatta, occhi stupendi, occhi d’attrazione. E Mara Venier è la matrona veneziana della domenica, la nostra cascata bionda, immensa, soave. Vedi ‘a Mara quant’è bella.

di Mimmo Carratelli / 15 aprile 2020