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La poesia migliora l’esistenza

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La poesia migliora l’esistenza


Valentina D’Andrea e la sua visione dell’arte
tra salti e capriole di colore.
La sensibilità artistica per una una maggiore consapevolezza del vivere.

Valentina, illustratrice e scenografa, ci racconti i tuoi esordi nell’arte?
Le due cose coincidono, sono diventata illustratrice e scenografa nello stesso momento, spinta da un desiderio irrefrenabile di interpretare e poi comunicare le emozioni più potenti. In questo modo sono entrata in un mondo di profondità e di ricerca che chiamo “arte”.

Che rapporto hai con gli oggetti che crei?
È sempre un rapporto di empatia: invento cose che mi assomigliano e scelgo cose che mi assomigliano.

Com’è il tuo spazio creativo, la tua officina?
È un laboratorio in cui tutti i materiali dialogano: piume, pennelli, fiori di carta, parole sui muri, matite ben temperate, pezzettini di ricami antichi, stoffe di vecchie bandiere. Ogni tanto, intervengo per disturbare le loro conversazioni e in quel momento nascono le mie opere. Potrei definire le mie creazioni come dei suoni improvvisi, dei passi scalzi nella stanza, salti e “capriole di colore”.

Quale dei tuoi lavori ricordi con maggiore emozione?
Ricordo il dono che ho preparato per il Papa, commissionato dalla Provincia di Lecce, in occasione della visita del Santo Padre a Santa Maria di Leuca nel 2008. Un manto mariano fatto con pezzettini  di maglie e pantaloni laceri di immigrati e cuciti insieme da un filo d’oro.
Un’esperienza che ricordo con piacere è anche la collaborazione con Elio Fiorucci, il grande stilista milanese, per una linea di prodotti che si chiamava Baci di gioia.

Progetti futuri?
Mi piacerebbe occuparmi di comunicazione sociale e produrre campagne di sensibilizzazione su temi importanti. Comunicare con la poesia e la gentilezza dei messaggi per una migliore consapevolezza di vivere. Temi come il cancro, la violenza, il disagio, l’handicap possono essere  filtrati da una sensibilità che li faccia diventare argomenti di riflessione e crescita per tutti.

articolo di Carmine Luino / dicembre 2017