party magazine
temi
gli eventi
le storie
la redazione
Spazi Pubblicitari
instagram
facebook
youtube

PARTY MAGAZINE

ENRICA MANNARI

#coverthetop

ENRICA MANNARI


Protagonista della nostra copertina d’autore una scatenata ragazza livornese, un’artista, designer, autrice e curatrice di volumi, moda e illustrazione digitale, una ragazza di mare, Enrica Mannari, 36 anni, a capo di un movimento artistico tutto al femminile, il Contemporary Female Creativity.

Dalla Terrazza Mascagni di Livorno guarda il suo mare e inneggia a Milano da dove ha spiccato il volo frequentando l’Accademia di creatività e design Noesis.


“Ogni volta che vado via da Milano, una parte di cuore piange. Perché quella parte sa che appartengo a questa città tanto quanto appartengo al mare. Se non la conoscete bene, non giudicatela, perché Milano è bella. Bella da far male. Severa e accogliente, difficile e piena di possibilità, grigia e brillante di sole. Il suo dinamismo frenetico, il melting pot culturale, le strade, i negozi, ma anche il primo grande amore che mi ha regalato, le nuove amiche che mi ha fatto conoscere, e le prove che mi ha messo davanti, gli orizzonti di possibilità che mi ha lasciato intravedere, ecco se non fosse stato per tutto questo io non sarei chi sono adesso. Una donna di mare che ama la frenesia della metropoli”.


Quando hai cominciato a disegnare?
“Ho iniziato a disegnare da bambina, non appena qualcuno mi ha dato qualcosa con cui farlo”.


Il primo disegno?
“Non ne ho memoria, ma mi ricordo bene un dipinto che feci all’asilo di Tarzan e Cita su un albero. Ce l’ho ancora”.


Il rosa e il nero i tuoi colori dominanti, perché?
“Credo siano le mie due anime. Una romantica e l’altra decisamente decadente. Un bipolarismo cromatico che racconta più di quanto vorrei su di me”.

Perché Female Creativity?
“Le donne. Dal punto di vista creativo io vedo solo loro. Gli uomini mi interessano meno. È una questione di focus e di scelte, non una questione etica. Sono solo più interessata a Venere che a Marte”.


La donna è al centro del tuo universo.
“Le donne hanno tutta la mia attenzione sotto molti aspetti perché riesco a vederle meglio. Il mondo maschile per quanto mi affascini resta lì, non suscita in me un desiderio di approfondimento come riesce a innescarmi l’universo femminile. Siamo esseri meravigliosamente complessi”.


Dov’è il tuo showroom?
“Il mio studio-showroom al momento è work in progress a Firenze. A Livorno, più precisamente a Castiglioncello, ci abito. Lì c’è il mare che è un elemento dalla quale non riesco più a prescindere, ma a Firenze c’è un movimento ‘culturale’ che a Livorno manca. Tra Firenze e Castiglioncello riesco a trovare un buon equilibrio nonostante sia un’anima inquieta. Poi c’è un altro luogo dove quest’anno passerò almeno due mesi: Ibiza. Mare e cultura in un solo posto. Un sogno a occhi aperti”.


Il bijou preferito?
“In questo momento direi il cuore sacro. Ma ho una dipendenza maniacale dai bijoux e dai gioielli in genere. Non sono in grado di scegliere e i miei preferiti cambiano spesso”.


Quanti ne hai creati?
“Non ho creato molti bijoux. Ho ancora molta strada da fare. Sono solo all’inizio”.


Il più originale?
“Credo che il più originale non sia ancora arrivato, ma ci sto lavorando”.


Racconta la tua giornata.
“Raccontare la mia giornata è quasi impossibile. Non seguo un iter. Non mi sveglio sempre nel solito posto. E non faccio mai le stesse cose. Disegno, progetto, creo e penso ogni giorno. Non saperi dire in quale ordine e con quale percentuale faccio una cosa o l’altra. Ora per esempio sto rispondendo a questa intervista da un divano in una casa al Pigneto a Roma. Stasera cenerò a Castiglioncello e domani farò colazione a Firenze. A volte mi dedico a progetti di design digitale, altri giorni lavoro su disegni a china, altri ancora li passo in laboratorio per creare bijou. Altri scrivo. Altri leggo. Altri vado in giro in cerca di ispirazione”.


L’ispirazione quando viene?
“L’ispirazione è il movimento costante della mia vita. Ho continue ispirazioni e idee, la difficoltà sta nello scegliere quella più giusta e focalizzarcisi sopra per renderla un progetto. Per renderla qualcosa di tangibile, reale, completo. Non ci riesco sempre, purtroppo”.


Racconta di te.
“Posso raccontarti tutto di ME, che è il mio nuovo brand-progetto. ME è il mondo che avrei sempre voluto costruirmi intorno e che ancora non ero riuscita a fare. Adesso sembra che ci stia riuscendo. Per saperne di più basta seguirmi su instagram e facebook e farsi un giro sul mio sito www.enricamannari.com”.


I tuoi preferiti: attori, attrici, cantanti, scrittori, poeti, illustratori, calciatori…
“Faccio sempre fatica a parlare di preferiti perché sono un tipo abbastanza mutevole e i miei preferiti sono veloci a essere sostituiti da nuovi preferiti.
Posso dire al momento che il mio attore preferito è Kevin Spacey in ‘House of Cards’. La mia attrice è Charlize Theron in ‘Mad Max Fury Road’. La mia band del momento sono i Talking Heads, il poeta Guido Catalano, l’illustratore Antonio Rubino e il calciatore non ne ho idea perché non seguo il calcio. Però so che Totti è bono perché mi ricorda Hercules di Disney”.

articolo di Lula Carratelli / marzo 2016