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GABRIEL GARKO

#amazing

GABRIEL GARKO


Odio Amleto.Amo prendermi in giro

Schivo, quasi maniacale nell’assicurarsi che la sua immagine venga veicolata nel modo giusto e accostata alle persone giuste. Persino i fan non possono essere passanti qualsiasi e chiede sempre il perché di uno scatto insieme. Ma è anche capace di profonda ironia e allo stesso tempo drammatico rigore. Gabriel Garko si sta scrollando le vesti di volto delle soap serali per signore e sarà a teatro con “Odio Amleto” e poi si sdoppierà in video per interpretare due gemelli in un progetto ancora top secret. Al TuttoSposi a Napoli è apparso un quarantacinquenne in forma, affusolato e smagliante ma molto serioso, con occhiali da vista, e accanto alla sua compagna Adua Del Vesco, di 20 anni più giovane, nei confronti della quale si “sente anche un po’ maestro di vita”.

Personalità complessa o la si ama o la si odia, cosa fa la differenza nel mestiere d’attore?
Paga la verità, l’essere reali e realistici, l’incarnare il pubblico senza ingannarlo.

Si sente arrivato professionalmente, si potrebbe definire ormai un esperto?
No affatto. Nel mestiere di attore non ci si può sentire mai esperti. Non si finisce mai di imparare: i ruoli, le parti, le personalità da interpretare sono infinite combinazioni. Con ogni film occorre iniziare da zero. Per esempio tra un po’ inizierò a girare un film in cui interpreto due gemelli e per me è un’esperienza totalmente nuova e sto già andando nel panico.

Oggi più di ieri è facile arrivare al successo?
È sempre e comunque difficile arrivare al successo, ma ancora più difficile è mantenerlo: non devi star solo attento a quel che fai tu, ma soprattutto agli sgambetti che ricevi.

Come vede i casi di violenza che stanno sconvolgendo Hollywood e non solo? Strumentalizzazioni, sindrome del divano del produttore o sottovalutazione?
Sono solidale con Asia Argento che, per altro, è una mia amica. Mi fa star male la reazione dell’Italia nei suoi confronti, la scarsa solidarietà. Negli States le attrici che hanno denunciato hanno ottenuto sostegno e sono state appoggiate, in Italia siamo stati gli unici ad andarle contro. Siamo sempre pronti a giudicare ma dovremmo fermarci un attimo a riflettere. Non riesco a non pensare a quanti insulti ha ricevuto Asia Argento: ora ognuno può pensarla come crede ma resta il fatto che per colpa dei social troppe persone possono permettersi di scrivere quello che pensano e non sembra giusto”.

Rapporto conflittuale quindi con i social
Beh sì, non esiste più una famiglia che parli durante i pasti e fa orrore. A volte viaggio con i miei amici, siamo in auto insieme e mi stupisco che non parliamo. Addirittura ci sono persone che preferiscono rispondersi chattando anziché dal vivo. Altre che a voce non riescono a formulare una risposta adeguata al pensiero, ma ci riescono nell’etere virtuale. Sarà una generazione che litigherà su whatsapp ed è devastante.

articolo di Francesca Cicatelli