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Quattro maggio, lo sfratto del Coronavirus

#ZibaldoneDiMimmo

Quattro maggio, lo sfratto del Coronavirus


Quattro maggio, san Floriano, settantaduesimo giorno d.C. (dopo Coronavirus), Fase Due, lo sfratto e lo scatto, il giorno X, l’operazione Dunkerque, evacuazione, evacuazione, andrà tutto bene, andrà tutto bene, allentamento con cautela delle misure restrittive, allentamento lento (Tullio De Piscopo), jesce sole, circolare, pedalare, chi si ferma è perduto, assembramenti vietati, uno alla volta per carità. È il giorno del giudizio, uscire con giudizio. Siamo al decreto libera Italia. L’Italia si desta.

Andrà tutto bene, prenderemo il treno. Allarme in Campania per i convogli che giungono da Milano. Il Coronavirus può viaggiare sulle Frecce Rosse. Il governatore Vincenzo De Luca prepara i lanciafiamme. Il sindaco de Magistris spiana i tamponi automatici, a ripetizione, le sue mitragliatrici sanitarie. Dodici regioni italiane vogliono andare per conto loro, aprire di più, rischiare di più. E’ noto che la Regione è dei fessi.

IL PICCO – Matrimoni all’aperto, chiese chiuse (la Curia Italia). Con la sua caratteristica voce metallica, il commissario all’emergenza Domenico Arcuri avverte: “La liberazione dal virus non è ancora arrivata, il virus è indebolito, ma non sconfitto”. Il premier Giuseppe Conte aggiunge: “Pronti a nuove misure se la curva dei contagi risale”. Conte vigila e controlla. Uno sguardo dal Conte.

Il premier è in ansia, geme, soffre, è turbato. Il Conte dei sospiri. Domenico Arcuri sottolinea: “Siamo attrezzati per un nuovo picco”. Non dimenticare il picco, conservarne buona memoria. Picco della Mirandola.

DECRETOConte ammette e specifica i soggetti del decreto va’ dove ti porta il cuore che possono incontrarsi nella Fase Due: i promessi sposi, i fidanzati pandemia e pandetua in ricordo del nostro amor, le sette spose per sette fratelli, i fratelli Karamazov, le sorelle Materassi, i piezz’’e core con mamma ch’è sempre ‘a mamma, i cugini di campagna, i nipoti dello zio Tom nella capanna dello zio Tom, le sorelle Kessler, i padri delle creature e le creature, le sorelle Bandiera, i fratelli della costa, i figli che crescono con le mamme che imbiancano, Giulietta e Romeo, Renzo e Lucia. Vietati gli incontri fra congiunti non codificati e semplici amici come di seguito qui elencato: Cip e Ciop, Gianni e Pinotto, Mario Cavaradossi e Floria Tosca, Silvio e Noemi, Madama Butterfly e il tenente Pinkerton, Lady Chatterley e il guardacaccia Olivier Mellors, gli amici di Maria De Filippi e gli amici del giaguaro, Paolo Malatesta e Francesca da Polenta, i Pink Floyd.

VACCINO – Vuoi tu Corona sposare il Virus qui presente finché vaccino non vi separi? Il vaccino è vicino. In Cina pare che stia funzionando sulle scimmie. Si annuncia un vaccino italo-inglese dalla collaborazione tra l’Advent-Irbm di Pomezia e il Jenner Institute della Oxford University, iniettato sulle scimmie macao in un laboratorio del Montana. Il vaccino verrebbe distribuito da AstraZeneka, azienda globale biofarmaceutica britannica.

Giuseppe Conte non si stanca di ripetere: “Non ci sarà un ritorno immediato alla normalità”. Il premier sembra allo stremo del duro lavoro d’emergenza. Eccolo in video. La conferenza-stanca. E’ reduce dal viaggio a Genova (il Conte Morandi), a Piacenza (a dio Piacenza), a Milano (ricordando alla Regione Lombardia che chi va piano va sano e va lontano).

VESPA – E, alla fine del giorno, quando un giorno è appena finito e un giorno è appena iniziato, e Gigi Marzullo è contento, dopo la valanga diurna di informazioni, ammonimenti, eccezioni, concessioni, cifre, curve e angoli retti in tutti i telegiornali, da Rai1 sbuca Bruno Vespa che così vien di notte mentre abbiam le scatole rotte. E’ l’immancabile rito sacerdotale di “Porta a porta”. L’uomo-pontefice si gira e rigira le mani, come i vecchi parroci di campagna, parla, bofonchia, invoca, sottolinea e chiama l’esperto di Coronavirus, il politico, l’uomo comune e gli uomini straordinari della sua infinita galleria straordinaria, compreso Luca Montezemolo col capello a ciuffi seducenti un po’ sbiancati.

Siamo all’esasperazione del circo mediatico. Virologi, epidemiologi, infettivologi, professori, dottori, statistici, curvaioli e piccologi continuano a saltare da un canale all’altro. Mandateli a casa. Sono i noti da sciogliere.

Quattro maggio. Usciamo, andiamo, è tempo di migrare. Ma arriveranno i soldi dell’Europa (i promessi spesi) per risollevare l’economia? Ah, saperlo. Il Pil (prodotto interno lordo) sta calando velocemente. Il Pil nell’uovo. Siamo prossimi alla frittata. Mai il Pil così male dal 1995. Così sentenzia Paolo Del Debbio pieno di dubbi sul Tg4.

MIMMO CARRATELLI  

di Mimmo Carratelli / 4 maggio 2020