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Ilaria Grimaldi. Tante idee con le linee intorno

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Ilaria Grimaldi. Tante idee con le linee intorno


Ilaria Grimaldi, illustratrice, nata a Napoli.
Possiede due cani, un tunnel carpale e una laurea in lettere moderne nuova, mai usata.

Laureata in lettere moderne con una tesi sull’illustrazione. Per descrivere i tuoi esordi lavorativi sceglieresti un’immagine o mille parole?
Dopo una laurea in lettere e una tesi in iconografia, ho studiato grafica e illustrazione e ho iniziato a lavorare in agenzia. Ma da sempre, per deformazione, nonostante i miei studi umanistici, anzi forse proprio grazie a quelli, sono convinta che una immagine possa riassumere molte parole.

Nei tuoi lavori si colgono molti omaggi agli affichistes del passato. Quali sono i tuoi maestri di riferimento?
Sono da sempre un’appassionata del manifesto pubblicitario, dai manifesti dei magazzini Mele a Napoli di fine ottocento a quelli futuristi, a tutta la cartellonistica degli anni 50 fino al segno di Saul Bass. Ho studiato tanto e di tutto in questo senso ma sono innamorata di alcuni autori da anni, come Milton Glaser e Saul Steimberg, fino a Tullio Pericoli e Bruno Bozzetto.
Faccio mia la sua citazione che dice che il disegno non è altro che un’idea con una linea intorno.
La musica e il cinema, altra tua passione. Entrano di prepotenza nei tuoi lavori.
Come per tutti i nerd degli anni 80, tutti i miei lavori nascono da queste mie fissazioni cinematografiche e musicali e trasudano citazioni non necessariamente coltissime. Cult ma non coltissime. Negli anni ho avuto la fortuna di unire queste passioni quando mi hanno dato l’opportunità di curare i poster per alcuni festival di cinema e di animazione come il Rabbit fest a Perugia e o’curt a Napoli. Adesso ci sono le serie tv che sono la mia ultima mania, come credo un po’ per tutti, e se potessi creerei un poster per ogni serie di cui mi innamoro.

Che rapporto hai con la nostra terra? Il classico odio/amore?
Sono Napoletana e pur avendo la fortuna di poter lavorare con realtà diverse a livello nazionale e internazionale, non me ne sono mai andata. Ci sono molte cose che mi irritano di questa città e del nostro modo di viverla , ma sono profondamente meridionale nel mio modo di essere ed ho potuto viaggiare tanto negli anni, abbastanza per non sopportare quelli che ci vivono continuando a lamentarsi ogni minuto. O quelli che se ne sono andati ma continuano a vivere da esiliati, o ancora quelli che se ne sono andati e rinnegano anche il loro accento.

Progetti futuri?
Continuare a fare quello che faccio, lavorare nella comunicazione e nella pubblicità, ma mi piacerebbe disegnare un libro. E non è detto che non ne abbia già uno nelle cartelle del mio computer a cui lavorare.

articolo di Carmine Luino / ottobre 2018