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Il Coronavirus non sa nuotare

#ZibaldoneDiMimmo

Il Coronavirus non sa nuotare


Se il sonno della ragione genera mostri, il governo Conte genera decreti mostruosi redatti da inarrivabili azzeccagarbugli, assassini della sintassi, saccheggiatori di norme precedenti, illusionisti e maghi della matematica del due più due fanno cinque. Raggiunti a Milano dalle numerose e confuse norme del Rilancio, Totò e Peppino De Filippo chiedono al premier Conte per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare?

È in arrivo un decreto esemplificazioni sul filo sottile dell’equilibrio fra il dire e il fare, del regolamento dei conti, degli affronti agli affranti. Il governo proverà a spiegare l’inspiegabile, il suo gergo-sciarada, il burocratese che uccide il Paese e non ucciderà mai il Coronavirus dei meandri ministeriali dove una classe di dirigenti eterna e inamovibile redige leggi in aramaico.

Cinquantacinque miliardi restano sospesi su un’Italia che ha mille difficoltà a usufruirne. Il soccorso giallo-rosso di una maggioranza confusa e litigiosa è solo una promessa, un libro dei sogni e dei segni, mentre il Paese stenta a ripartire senza una guida concreta e norme chiare.

Il Cielo non aiuta Conte per il transito di Urano in Toro e in aspetto nefasto con Nettuno, il difficile momento astrologico del premier insidiato dalle dissonanze di Giove in transito in Acquario più che dal transito di Salvini e Giorgio Meloni in Parlamento.

Intanto, pare che il Coronavirus non sappia nuotare. È la scoperta di un gruppo di ricercatori francesi che hanno annunciato: il Coronavirus non sopravvive nell’acqua di mare. I ricercatori hanno indagato ostriche e cozze. In ventuno molluschi e in nessun campione d’acqua di mare hanno trovato il Coronavirus.

Ma Massimo Galli, lombardo di Varese, 60 anni, quaranta da medico, direttore di malattie infettive all’Ospedale Sacco di Milano, lancia l’allarme e mena fendenti sui colleghi a 21 pollici: “Molti di questi virologi hanno visto un virus col cannocchiale”. Galli si autodefinisce Cassandra perché non ha mai sottovalutato il Coronavirus emettendo pareri e sentenze inascoltati. Con voce autorevolmente vellutata ammonisce: “Siamo alla coda della prima fase dell’epidemia, non c’è evidenza che il Coronavirus si sia indebolito, dissento drasticamente da chi lo dice”.

di Mimmo Carratelli / 22 maggio 2020