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Francesco Cammardella. Asia, arte e passione

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Francesco Cammardella. Asia, arte e passione


Francesco ci racconta il suo amore per la cultura asiatica e per il disegno. Oggi è un Concept Artist con esperienze internazionali e tante idee per il futuro.

La tua passione per il disegno inizia prestissimo. Ci racconti questa fase?

All’inizio disegnare è stato un gioco, un modo per rivivere le emozioni che i fumetti, i film e i cartoni animati mi trasmettevano. Disegnare insieme ai miei fratelli (uno di loro Alessio, ha fatto la mia stessa scelta di vita) e agli amici era un modo per raccontare le nostre storie. Ero un “nerd” prima ancora di conoscere il significato della parola. Leggevo velocemente i fumetti e la tv ci teneva occupati con i cartoni animati giapponesi. Con l’adolescenza presi consapevolezza che il disegno fosse un aspetto fondamentale della mia vita e non un semplice hobby. La scoperta dei Manga è stata una ulteriore spinta nel raccontare storie col disegno.

Una laurea in lingue e culture asiatiche, la Scuola Italiana di Comix a Napoli e la Vancouver Film School in Canada. Ci racconti queste tre esperienze formative e professionali?

Asia e arte sono, probabilmente, le parole a cui vengo associato subito da chi mi conosce.
Due passioni che si contaminano e costantemente influenzano la mia visione della vita. La scelta dell’Istituto Orientale di Napoli all’inizio fu un compromesso. I miei genitori non erano molto entusiasti della mia idea di frequentare l’Accademia di Belle Arti e io non ero disposto a frequentare la facoltà di Architettura (non amavo la matematica al liceo). L’amore per il giapponese, derivato dai Manga fu importante nell’orientarmi. Nello stesso periodo iniziai a frequentare il corso di fumetto alla Scuola Italiana di Comix, a pochi isolati dalla sede universitaria. È stato il periodo formativo più importante. Insieme alle tecniche del disegno, allo studio dell’anatomia e della regia ho vissuto un momento di espansione dei miei orizzonti culturali. Oltre ai Manga e ai Comics americani ho conosciuto forme di fumetto più complesse: il pop alto Bonelliano, le Bande dessinée francofone e le Graphic Novels, fumetti i cui racconti si elevano a letteratura.
L’esperienza alla Vancouver Film School è stata come sbarcare su Marte. In Nordamerica il modo di vedere il lavoro creativo è incredibilmente diverso e si parla di “Industry”, cioè di qualcosa capace di far girare l’economia con storie che stimolano il nostro immaginario. Avevo già un’idea di cosa fosse la Concept Art, ma iscrivendomi ad un corso di Animation Concept Art, duro, dai ritmi serrati e con lezioni strutturate come se si lavorasse in studio, ho capito che potesse essere l’inizio di una nuova carriera ed era il momento di uscire dalla mia comfort zone. Vancouver è soprannominata “North Hollywood”, vivere tra set di cinema e serie tv è stata un’esperienza molto stimolante.

Quali altri maestri, anche di diverse discipline, influenzano il tuo lavoro?

Potrei fare una lista infinita di nomi e lavori che mi guidano e ispirano. Ho imparato che la crescita professionale va di pari passo con quella personale, i vecchi maestri putativi ad un certo punto stanno stretti e ne trovi di nuovi, a volte inaspettati. Se dovessi dire tre nomi fondamentali eccoli: Roberto De Angelis, Yoshiyuki Sadamoto e Stuart Immonen.

Oggi sei un Concept Artist, ci spieghi in poche parole le peculiarità di questo mestiere?

Il Concept Artist deve principalmente trovare soluzioni. Quando gli viene assegnato un compito, che sia il design di un ambiente, un oggetto o un personaggio, il Concept Artist deve concepirlo in modo che sia non solo coerente alle specifiche, ma funzionale alla storia, in alcuni casi implementando le richieste dell’Art Director e aprendo la via ad una interpretazione più accurata. Deve dare una personalità non solo ai personaggi (attraverso il loro aspetto e linguaggio corporeo), ma anche ad environments (N.d.R. le ambientazioni e gli scenari) e agli oggetti di scena e ai veicoli, conciliando efficienza, praticità e appeal.
È un ruolo di pura creazione e valorizzazione del processo mentale, ed è questo l’aspetto che più mi affascina del lavoro, essere apprezzato per il tuo modo di pensare e concepire.

I lavori in corso e i progetti futuri?

Sono ritornato in Europa recentemente con un piano, ma la vita ha deciso di spingermi verso un’altra direzione. Al momento sono in trattativa per un probabile lavoro a Vancouver ed ho appena ultimato un test come Character Designer per la quarta stagione di un popolarissimo show, del quale non posso ancora rivelare dettagli.

articolo di Carmine Luino / novembre 2019